La logopedia ai tempi del COVID-19 Non è il momento di fermarsi.

11.04.2020

Il momento storico che noi tutti stiamo affrontando sta mettendo a dura prova la capacità adattiva di ognuno di noi. La lotta al COVID-19 in atto comporta uno stravolgimento di tutte le nostre abitudini. Ormai nulla ci sembra come prima: il nostro tempo in casa, la gestione dei figli, il lavoro, dover fare la spesa. In questo scenario come gestire il bisogno alla salute? Da un giorno all'altro terapisti e pazienti hanno dovuto interrompere i percorsi riabilitativi intrapresi. Ma siamo ben consapevoli che certi bisogni non possono semplicemente andare in stand-by.

Un bambino affetto da ritardo del linguaggio, un paziente con esiti da post-ictus, una donna con demenza di Alzheimer, non potranno attendere mesi prima di poter riprendere con la loro riabilitazione logopedica. E' per tale ragione che, in un momento storico così importante, anche in questo ambito è necessario ripensare al sistema con cui la logopedia viene normalmente messa in pratica. La risposta a tale necessità si trova nella teleriabilitazione, cioè l'uso della tecnologia nella pratica riabilitativa.

Possono esserci vari canali con cui strutturare l'intervento; quello più diretto e l'utilizzo della videoconferenza per poter eseguire delle attività in compresenza; sistemi meno diretti sono costituiti dalla condivisione col paziente di materiale da svolgere in tempistiche predefinite, con il successivo feedback da parte del logopedista. In altre situazioni, dove un intervento diretto ma a distanza sul soggetto non è proponibile (pensiamo a bambini piccoli o affetti da importanti disabilità), l'opzione migliore è quella di un intervento mediato: il logopedista lascia indicazioni approfondite al care giver su come proporre e gestire le attività, sulle modalità da adottare; queste verranno successivamente mostrate attraverso dei video; infine, logopedista e famigliari, potranno discutere assieme su quanto osservato, mettendo in luce i punti di forza e di debolezza di quanto fatto, stabilendo i nuovi obiettivi e proseguendo così con l'intervento.

La teleriabilitazione richiede grande capacità nella gestione dell'incontro, con un'adeguata programmazione delle attività da proporre, conoscenza degli strumenti tecnologici a disposizione; presenta anche diversi vantaggi, come ad esempio una maggiore elasticità degli orari, la possibilità di eseguire interventi intesivi; la possibilità di osservare il paziente in un contesto ecologico; l'utilizzo di strumenti e materiali innovativi e, per molti soggetti, più accattivanti.

Utile strumento nella teleriabilitazione è l'uso di software: il mercato propone varie alternative di software riabilitativi, con varie fasce di costo; chi è pratico nell'uso di internet, potrà facilmente reperirne alcuni di buona qualità e gratuiti.

Altra abilità importante è quella di saper strutturare delle attività sotto forma di presentazioni, con l'inserimento di animazioni e effetti sonori che possano entusiasmare i piccoli pazienti.

Nella letteratura scientifica vengono riportati importanti dati positivi sull'uso della teleriabilitazione in logopedia, soprattutto riguardo al rapporto costo-benefici e alla soddisfazione degli utenti (A systematic review of the use of telehealth in speech, language and hearing sciences; di Molini-Avejonas e altri).

Le aree di applicabilità sono varie:

- disturbi del linguaggio nell'età evolutiva;

- disturbi dell'apprendimento;

- balbuzie;

- disfonia o disturbi dell'eloquio secondari a patologia neurodegenerativa (es. morbo di Parkinson);

- disturbo della comunicazione secondario a danno neurologico;

- disfagia;

- disturbo del linguaggio secondario a sordità.

Il quesito da porsi attualmente è come rendere possibile la valutazione del paziente, soprattutto in quegli ambiti in cui bisogna avvalersi di test strutturati o di un'osservazione diretta del comportamento comunicativo del soggetto attraverso un setting preimpostato e gestito direttamente dal logopedista.